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Dito a Scatto

DITO A SCATTO

Le Cause del dito a scatto

Il dito (o pollice) a scatto è una condizione clinica, nota anche come tenosinovite stenosante, che può verificarsi anche su più dita nella stessa mano. E’ caratterizzata dal difetto di scorrimento dei tendini flessori a livello del palmo, alla base delle dita.
Il sintomo principale è appunto lo “scatto” fastidioso che compie il dito durante la flesso-estensione. Questo fenomeno può essere doloroso ed è più accentuato nelle prime ore del mattino.

Alla palpazione del palmo della mano in corrispondenza della base del dito interessato si può avvertire un rigonfiamento simile ad un nodulo. Nei gradi più avanzati della malattia il dito può rimanere in posizione di flessione forzata verso il palmo (dito in blocco) e la sua estensione può essere completamente limitata dal dolore. I tendini flessori scorrono a livello della superficie palmare del polso, della mano e delle dita. Il loro decorso è vincolato da alcune pulegge fibrose che sono dei piccoli tunnel fibrosi sottocutanei all’interno dei quali scorrono i tendini. Se un tendine si infiamma la sua guaina aumenta di volume per la ritenzione di liquidi generata dal processo infiammatorio, quindi il suo scorrimento diviene più difficile a livello della prima puleggia che incontra a nel palmo della mano (Puleggia A1). A questo livello si produce quindi dapprima un dolore avvertibile alla palpazione e durante il movimento e, nelle settimane successive, uno scatto durante i movimenti di flesso-estensione del dito interessato.

Il dito a scatto (più frequentemente il pollice) può insorgere anche in età pediatrica generalmente tra i 6 mesi ed i 2 anni di età

il bambino non avverte dolore, ma tende a mantenere il pollice piegato e la sua estensione provoca lo scatto; è possibile palpare un piccolo rigonfiamento sulla superficie palmare alla base del dito che potrebbe sembrare una cisti, ma in realtà è determinato dalla dilatazione pre-stenotica del tendine flessore.

Il Trattamento del dito a scatto

Il trattamento del dito a scatto nell’adulto può essere conservativo qualora la sintomatologia fosse insorta da pochi mesi. Un’infiltrazione con cortisonici nella guaina del tendine flessore a livello della puleggia tendinea A1 in questi casi può risolvere il problema. Qualora il dito a scatto si ripresentasse dopo terapia conservativa o nei casi in cui la patologia è presente da oltre sei mesi è indicato l’intervento chirurgico. Questo si esegue in anestesia locale in regime ambulatoriale e prevede una piccola incisione (5-10mm) sul palmo della mano e l’apertura longitudinale della puleggia.

L’intervento sul dito a scatto

L’intervento ha una durata inferiore ai 5 minuti; la mano e le dita possono essere mosse immediatamente; i punti di sutura cadono dopo 15 giorni. Il paziente può guidare l’auto dopo 4-5 giorni e riprendere le attività lavorative dopo 7-15 giorni. E’ molto importante che il dito (o le dita) operato venga mosso costantemente (completa flessione e completa estensione) nei giorni immediatamente successivi all’intervento per evitare la formazione di aderenze cicatriziali.

L’intervento chirurgico può essere eseguito anche con tecnica mini-invasiva

mediante una puleggiotomia transcutanea ottenuta con la punta di un ago invece del bisturi. Questa tecnica non lascia cicatrici sul palmo della mano (che sono comunque poco visibili anche con la tecnica tradizionale), ma è associata ad un aumento del rischio di lesione dei nervi e delle arterie che decorrono vicino al tendine da operare ed inoltre può determinare un’incompleta apertura della puleggia con recidiva della patologia e necessità di eseguire un nuovo intervento.

Il trattamento del dito a scatto nel bambino è sempre chirurgico e si esegue in anestesia generale in regime di day hospital.
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