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Lesione nervo periferico | La classificazione secondo Seddon

Lesione nervo periferico | La classificazione secondo Seddon

Nicola Felici
UOC Chirurgia Ricostruttiva degli Arti – Centro Regionale
Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini – Roma
Lesione Nervo periferico

Lesione nervo periferico | La classificazione secondo Seddon spiegata dal Dottor Nicola Felici

Le lesioni nervose vengono principalmente classificate secondo Seddon, in tre categorie:

1) Neuroaprassia

Nella neuroaparassia è presente un blocco della conduzione nervosa, parziale e reversibile, senza interruzione della continuità dell’assone o delle altre strutture del nervo, ad eccezione della mielina. Il segno di Tinel risulta negativo perché non vi è compromissione assonale.

2) Assonotmesi

Questa tipologia di lesione nervo periferico
presenta l’interruzione dell’assone e della guaina mielinica senza perdita di continuità dell’endonevrio e del perinevrio.
La lesione provoca paralisi motoria e anestesia completa con degenerazione Walleriana del moncone distale. La rigenerazione avviene ad una velocità di circa 1 mm al giorno. Il recupero avviene progressivamente in senso prossimo-distale ed è per lo più completo. Il segno di Tinel progredisce in senso distale con la rigenerazione nervosa.

3) Neurotmesi

Questa lesione è sostanzialmente una interruzione di continuità dell’assone, della guaina mielinica e del tessuto connettivo peri- ed epineurale. La lesione è caratterizzata da paralisi motoria ed anestesia completa. Il recupero funzionale è possibile solo con la ricostruzione chirurgica del nervo lesionato.

Nel 1951 Sunderland ha introdotto due ulteriori gradi di lesione per quanto riguarda l’assonotmesi. Questa, ad oggi è la classificazione più utilizzata.Nel 1989 Mackinon e Dellon hanno poi proposto un’aggiunta alla classificazione di Sunderland: una combinazione dei precedenti gradi descritti

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