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Dito a scatto: quando è necessario l’intervento?

Dito a scatto: quando è necessario l’intervento?

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Piegare le dita della mano è un’operazione che ogni essere umano impara a compiere sin dalla propria nascita, senza che gli venga insegnato. Le mani, infatti, sono il mezzo principale con cui gli uomini si interfacciano col mondo. Grazie alle mani riusciamo a impugnare oggetti, a mangiare, a lavorare e, persino, a prenderci cura degli altri. 

In alcuni casi, però, piegare un dito, oppure stenderlo, può diventare difficile e doloroso e di conseguenza, tutte le azioni giornaliere che potevano sembrare semplici compiti da svolgere con leggerezza diventano invece problemi a volte insormontabili.

Una delle principali patologie che può causare dolore e difficoltà a muovere le dita delle mani è la tenosinovite stenosante dei flessori delle dita, o dito a scatto.

Il dito a scatto altro non è che il difetto di scorrimento dei tendini flessori a livello del palmo, causato dall’infiammazione della guaina sinoviale che li riveste. Esistono casi in cui il dito interessato dal dito a scatto rimane piegato e addirittura deve essere riportato alla posizione originaria utilizzando l’altra mano. 

Al contrario di quanto si potrebbe credere, però, la patologia del dito a scatto non interessa solamente gli adulti. Soprattutto negli ultimi anni l’incidenza del dito a scatto è aumentata anche nei giovani, a causa di un maggiore utilizzo di videogiochi, tablet e smartphone. 

Inoltre il dito scatto può insorgere anche in età pediatrica ovvero tra i 6 mesi e i due anni di età  . Il bambino affetto da dito a scatto, però, non proverà dolore, ma tenderà a non tenere il pollice piegato e, la sua estensione provocherà lo scatto.

Ma quali sono i rimedi per il dito a scatto? Quando è necessario l’intervento e quando invece è possibile procedere con una terapia diversa e meno invasiva?

Dito a scatto, ecco quali sono i rimedi

I pazienti affetti da questa problematica possono avvalersi di due tipologie di rimedi:

  • i rimedi conservativi 
  • i rimedi chirurgici

I rimedi conservativi. 

Nelle prime fasi della patologia del dito a scatto, solitamente, vengono consigliati rimedi di tipo conservativo, come tenere il dito a riposo utilizzando un tutore e applicare pomate e cerotti a base di antinfiammatori. Tuttavia, questa tipologia di rimedio può essere utilizzata solamente nelle fasi estremamente precoci della malattia. 

Quando il paziente presenta una sintomatologia avanzata, come dolore e blocco in flessione del dito, è necessario intervenire con infiltrazioni di corticosteroidi, in modo che questi possano ridurre l’infiammazione e il dolore. 

La terapia con i corticosteroidi, tuttavia, non è adeguata per tutti i pazienti poiché il farmaco potrebbe causare reazioni avverse oppure andare ad interagire con altre terapie eventualmente già in atto. 

In ogni caso, se dopo una prima iniezione di corticosteroidi la patologia dovesse ri-presentarsi sarà necessario intervenire per via chirurgica rivolgendosi a specialisti della chirurgia della mano.   

I rimedi chirurgici

Come già anticipato il secondo rimedio per risolvere il problema è intervenire per via chirurgica tramite Puleggiotomia, ossia l’apertura della puleggia A1 sotto la quale scorrono i tendini flessori, liberazione del tendine, eventualmente associandola ad una sinoviectomia, ovvero alla rimozione del tessuto sinoviale ipertrofico. 

L’intervento avviene mediante anestesia locale, ha una durata inferiore ai 5 minuti, non è doloroso e, solitamente, non richiede la permanenza in ospedale la notte successiva

Al termine dell’intervento il paziente può muovere le mani immediatamente e i punti di sutura cadranno dopo 15 giorni. Il paziente potrà riprendere le normali attività lavorative dopo 7-15 giorni.

È molto importante che il dito operato venga mosso costantemente nei giorni successivi all’intervento, per evitare la formazione di aderenze cicatriziali. 

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A chi rivolgersi per risolvere il problema del dito a scatto?

Per poter risolvere il problema del dito a scatto è necessario rivolgersi ad uno specialista della chirurgia della mano che sappia valutare la situazione e che possa decidere la necessità di operare in base alla situazione clinica.

Il dottor Nicola Felici, specialista della chirurgia della mano e nel trattamento dell’alluce valgo riceve presso la casa di Cura Pio XI di via Aurelia 559 e presso l’ospedale San Camillo Forlanini, sulla Circonvallazione gianicolense a Roma.